La seconda tappa del mio percorso nell’Only Wine festival è sempre in Liguria: Ca’ du Ferrà.
L’azienda ha sede a Bonassola e dispone di quattro ettari vitati in quattro comuni differenti: Bonassola, Levanto, Vernazza e Rio Maggiore.
La filosofia aziendale si può tradurre in un grande rispetto per il territorio e nel desiderio di conservarne la bellezza.
In una zona di viticoltura eroica e faticosa si inserisce questa realtà allo stesso tempo radicata nel passato e moderna che utilizza stallatico e sovescio, che riduce i quantitativi di rame e zolfo e che introduce le api in vigna.
A guidare la mia degustazione è Davide, titolare, che dopo la laurea in giurisprudenza si dedica completamente al recupero di questo territorio, portando l’azienda a diventare un punto di riferimento in Liguria anche per l’ospitalità.
Quattro i vini degustati, tutti anno 2020. Comune denominatore la grande eleganza e finezza, entrambe impronta di questo straordinario territorio.

Colore giallo paglierino abbastanza consistente. Al naso profumi che ricordano il mare, iodio, scoglio. All’assaggio verticalità, eleganza e grande sapidità.
Sicuramente ideale per l’aperitivo, l’avrei immaginato anche a sorprendermi con abbinamenti insoliti.

Ngilù – è una dedica al nonno Angelo. Eppure si tratta di un esperimento perchè nasce dall’impiego di 6 vitigni autoctoni liguri. Unico vino in Liguria che nasce da un blend di 6 vitigni. L’esatto punto di incontro tra tradizione e innovazione.
Il vino si compone di Sangiovese, Merlot, Ciliegilo, Granaccia, Vermentino Nero, Syrah. Davvero un blend particolare, insolito. Un vino che vuole abbracciare contemporaneamente Toscana, Corsica, Sardegna e Liguria.
Nasce da tre vinificazioni separate: il primo vitigno è il Merlot, seguito da Ciliegiolo, Granaccia, Vermentino Nero e Syrah.
Per ultimo viene vinificato il Sangiovese.
La fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata. Nelle stesse vasche dopo la svinatura, avviene la fermentazione malolattica.
L’affinamento dura sei mesi ed avviene in vasche di acciaio.
Colore rosso rubino, intenso al naso. Presenta prevalentemente note fresche fruttate, piccoli frutti rossi, lampone e mirtillo, ribes, la freschezza del melograno.
Un vino non immediato, da comprendere, rompe gli schemi.



Si compone per il 70% di Bosco, per il 25 % di Vermentino e per il 5 % di Albarola che vengono lasciati appassire al buio in locali con finestre aperte.
Dopo l’appassimento le uve vengono sgranate a mano e selezionate.
La fermentazione che dura 18 giorni avviene sulle bucce.
Solo 500 le bottiglie prodotte. Giallo dorato molto luminoso, viscoso.
Al naso intenso e molto complesso, un gran bel ventaglio di profumi. Note fruttate di albicocca, fico secco e dattero, erbe di campo appassite, mare, scoglio, foglia di tabacco. Intenso e complesso all’assaggio, bellissima persistenza, acidità. ù
Molto belle le etichette, che riprendono delle foto di Nicola Aieta per una mostra organizzata pochi anni prima in stile Cartier Bresson. Per Bonazolae uno scatto del vecchio borgo, per Luccicante la santolina, pianta tipica, per Ngilù, una barca che veleggia nell’Alto Tirreno e per Intraprendente, Andrea, un bimbo fotografato nell’atto di pescare con un cappello di carta ed una canna da pesca improvvisata. Un’immagine da immortalare.
Andrea, una volta alla mostra, si è riconosciuto.
