Pochi vitigni come la Malvasia vantano una storia così antica eppure così moderna. 

Giovanni Dalmasso, grande enologo, scrittore e docente, scriveva, ormai cinquant’anni fa, un incipit su un articolo relativo alle Malvasie nella Rivista di viticoltura e di enologia:”…Se dovessimo anche solo elencare tutti i vitigni che, più o meno legittimamente, portano il nome di Malvasia – e quindi cercare di stabilire quali hanno ragione di conservare questo nome e quali no – dovremmo occupare varie pagine, senza sperare di riuscire nell’intento.

Un’affermazione non banale che considera la Malvasia un vero rebus per produttori, ricercatori e consumatori.

Il termine Malvasia è molto diffuso nel mondo del vino ed è il frutto di un insieme di passaggi formali e sostanziali anche di linguaggio, di traduzione, di interpretazione e uso comune volgare e popolare. Un nome di cui non si trova traccia nemmeno in forma storpiata, fino ai primi decenni del XIX secolo.

Un nome che non esisteva e che è diventato un marchio, un brand, un mito. Forse il primo mito della Repubblica Serenissima di Venezia. 

A partire dal XIII secolo sono numerose le citazioni che  riguardano il vino e non il vitigno: Malvagia, Marvasia, Manvasiae. 

Forse è proprio dall’origine del nome che si deve partire. Come dicono Dalmasso e Fregoni, il nome Malvasia, deriva dal nome di una città greca della Morea, attuale Peloponneso, un luogo che nel medioevo era chiamato Monembasia o Monemvasia o Monovaxia che significa “porto con una sola entrata”. Termine poi trasformato in Malfasia, in italiano Malvasia.

Divenne in spagnolo Malvagia, in portoghese Malvasia, in francese Malvoisie, in inglese Malvesie e Malmsey, in croato Malvasije, in sloveno Malvelzevec.

L’origine del nome, quindi, sembra essere molto chiara. Per passare dal nome al vino, dobbiamo tornare al 1214, data della prima citazione ufficiale del vino Monemvasios, prodotto a Monembasia, città fortezza fondata attorno al 588 in Laconia, che compare in una comunicazione di Nicola Mesarites, arcivescovo di Efeso, insieme ai vini di Chio, di Lesbo e dell’Eubea.

Malvasia

I Veneziani divennero, nel 1248, dominus delle terre marittime e interne della regione greca di Monemvasia che veniva utilizzata per i traffici mercantili e commerciali con il medio oriente. L’isola di Creta sul finire del XII secolo era una delle tappe delle navi dei Crociati e dei Templari verso la Terra Santa.

La città stessa di Monembasia passò sotto il dominio della Serenissima nel 1419 e vi rimase fino alla seconda metà del XVIII secolo. In questo periodo la produzione e il commercio del vino di Malvasia divenne attivissimo, per poi cessare con la dominazione turca.